Società Athesis S.p.A. – Corso Porta Nuova, 67 – I-37122 Verona (VR) – REA: VR-44853 – Cap. soc. i.v.: 1.768.000 Euro – P.IVA e C.F. 00213960230
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Nuova richiesta di bonifica dall’amianto, senza risposta, in un’area residenziale di Vigasio con quattro condomini ciascuno con una ventina di appartamenti. Gli immobili non distano molto da un vecchio magazzino che si trova a lato dell’ex stazione ferroviaria, con copertura in eternit ormai a brandelli, vicino all’incrocio tra le vie Dante Alighieri e Aldo Ettore Kessler. L’edificio è di proprietà di Rete ferroviaria italiana ma è in comodato al Comune. È un decennio che se ne chiede la sistemazione. I residenti sono preoccupati per la loro salute. Il problema dell’ex magazzino ferroviario si trascina da parecchio, anche se è solo da un paio d’anni che se ne parla pubblicamente quando, a ottobre, Essere Vigasio, in opposizione in Consiglio comunale, ha presentato un’interrogazione chiedendo di intervenire. Ora Vincenzo Reale, uno dei residenti, ha scritto a Comune, Arpav, Ulss 9 e carabinieri per chiedere che venga risolto «un gravissimo problema di salute pubblica». Che nell’area in cui sorgeva la stazione ora ci sia una situazione di degrado è evidente. Non lo stabile che un tempo accoglieva i viaggiatori, che è diventato un’abitazione privata, il problema è il piccolo capannone che si trova vicino con i 4.000 metri quadrati di terreno che lo attorniano. Il suolo è cosparso di resti dell’attività ferroviaria, reti, pali e altro, ed è ricoperto di erbacce ed arbusti. Lo stabile è abbandonato. La sua copertura, tutta rotta, è fonte di preoccupazione. «Il tetto è antecedente agli anni Ottanta e, come si vede dal balcone di casa mia, presenta vari buchi», spiega Reale. E dato che si tratta di una struttura in Eternit, il residente teme che da essa si stacchino filamenti di amianto che che, se inalati, possono causare gravi malattie ai polmoni, dall’asbestosi al cancro. Il cittadino spiega che, in seguito ad una sua richiesta, Rfi ha effettuato una verifica e ha quindi comunicato che la bonifica del tetto, effettivamente necessaria, verrà effettuata entro il 2025. «Il problema», spiega Reale, «è che ferrovie aveva comunicato le stesse conclusioni anche in passato, spiegando che la situazione doveva essere sistemata prima entro il 2014 e poi entro il 2017». Secondo Reale, l’impressione è quella di trovarsi di fronte a una presa in giro. A fornire un’ipotesi di soluzione è, però, il sindaco Eddi Tosi. Il magazzino è infatti in uso gratuito al Comune, che dovrebbe utilizzarlo come struttura a servizio della pista ciclabile del Tartaro, di cui Vigasio è promotore, ma che ancora deve essere realizzata. «Abbiamo chiesto ad Rfi il rinnovo del comodato e abbiamo già in mano un preventivo per la sostituzione della copertura, che costerebbe oltre 20mila euro», spiega il primo cittadino, che si dice in attesa che la burocrazia compia i suoi passi.•.
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