BOLOGNA - Si attendevano uno sgombero nello stabile in via Zago, occupato il 21 aprile: è cominciato stamattina all'alba; all'ora di pranzo gli operai hanno iniziato a murare alcuni ingressi. In via Stalingrado un centinaio di attivisti ha protestato davanti all'edificio, la ex sede della clinica Cesare Ragazzi di proprietà della holding Investire Sgr. Hanno bloccato la strada, mentre alcuni occupanti sono saliti sul tetto (poi scesi). Traffico in tilt, con ripercussioni soprattutto sui viali per alcune ore: lunghe code e autobus fermi. Quindi i manifestanti - diventati ormai 250 - hanno iniziato un corteo che si è diretto verso piazza Lucio Dalla, alla Tettoia Nervi.
Durante la protesta è stata esplosa una bomba carta, senza alcuna conseguenza, nei pressi della palazzina occupata che si trova al di sotto del ponte. I Vigili del Fuoco sono entrati nella struttura, al piano terra. Sul posto gli agenti della Polizia, dei Carabinieri in tenuta anti-sommossa, della Polizia Locale, uomini della Digos. Per lo sgombero sono state chiuse al traffico le vie circostanti.
Occupata un mese fa da esponenti di Xm24 e altre formazioni precedenti, l'ex sede della clinica Cesare Ragazzi di via Zago è stata sgomberata questa mattina. All'interno, dopo che gli occupanti se ne sono andati - dopo le proteste sul tetto e davanti alla struttura, e il corteo fino alla Tettoia Nervi - restano alcune tracce della loro presenza: materassi nelle stanze, scritte di rivendicazione e di lotta sui muri L'articolo - Il video
"E l'unica risposta che il Comune di Bologna sa dare", avevano accusato gli occupanti - esponenti di Xm24 e di altre esperienze precedenti, come le occupazioni di Atlantide, l'ex caserma Sani e BancaRotta - che con la nuova occupazione hanno sfidato l'amministrazione: "E' ora di cambiare passo".
Gli attivisti accusano il sindaco Lepore, dopo lo sgombero di via Fioravanti, di aver fatto "finte promesse", perché "gli spazi non si sono visti. Ma l'esigenza di spazi c'è ancora, è reale e concreta. Il Comune non può pensare che con gli sgomberi questa esigenza svanisca". Da Palazzo d'Accursio, dove è in corso la giunta, fanno però sapere che l'amministrazione sta già facendo un percorso sugli spazi: "Chi vuole può partecipare". Quanto invece allo sgombero in corso, il Comune non è coinvolto, trattandosi di un immobile privato.
Agli attivisti il sindaco Matteo Lepore non aveva replicato al momento dell'occupazione se non facendo notare che lo stabile è privato e dunque le decisioni per eventuali sgomberi spettavano alla proprietà. "Insieme al comitato per l'ordine pubblico faremo le valutazioni del caso", aveva detto.
Il giornale Zero in condotta riporta che gli attivisti avevano fatto una proposta alla proprietà: "Trovare una modalità di concessione temporanea dello spazio alla nostra collettività trasformando l’edificio abbandonato in uno spazio sociale autogestito".
"Io spero che le cose si risolvano nel modo migliore possibile, credo che sugli spazi la nostra amministrazione faccia tanto e si possa fare ancora di più, quindi mi auguro che l'epoca delle occupazioni finisca e si possa collaborare per costruire davvero più possibilità per tutti quelli che hanno voglia di contribuire al bene comune", commenta ancora il sindaco Matteo Lepore. E se gli attivisti minacciano di mettere a segno altre occupazioni, "noi come sempre pensiamo che le procedure che abbiamo deciso e le regole che ci siamo dati- sottolinea Lepore , a margine di un incontro con i residenti del Villaggio rurale- debbano valere per tutti, quindi pensiamo che questa sia la garanzia migliore nei confronti dei cittadini". Nel frattempo, il corteo di protesta partito da via Zago è finito sotto la tettoia Nervi, futura piazza Lucio Dalla: "Stiamo monitorando, ovviamente queste questioni di ordine pubblico sono seguite in primo luogo da Questura e Prefettura, mi auguro che tutto si possa risolvere nel migliore dei modi", afferma Lepore .